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Iran


Storia

Fino alla metà del VI secolo a.C., quando l'achemenide Ciro il Grande regnò sulla regione, non esistono documenti sulla storia di questo paese.
Nel IV secolo a.C. Alessandro Magno invase la Persia dopo aver conquistato buona parte della Grecia, dell'Egitto, della Turchia e dell'Iraq. Dopo la morte di Alessandro, nel 323 a.C., il paese fu suddiviso in tre dinastie rivali, e la Persia cadde sotto il controllo dei Seleucidi della Macedonia. Un gruppo di seguaci della religione di Zoroastro promosse lo sviluppo urbano nei villaggi e favorì le attività commerciali, ma vennero sopraffatti dagli Arabi nel 637. Gli Arabi governarono fino al 1050, riuscendo a convertire la maggior parte della popolazione all'islamismo e a introdurre la lingua e la cultura persiana. Gli Arabi furono poi sconfitti dalla dinastia turca, che occupò Isfahan nel 1051 fino all'inizio del XIII secolo.
La successiva dinastia safavide (1502-1722) governò uno dei più potenti imperi persiani fino all’ invasioni degli Afghani all'inizio del XVIII secolo. Gli Afghani non riuscirono a mantenere il potere e l'Iran fu governato da una successione di uomini pazzi, malvagi o bonari finché l'implacabile eunuco Aga Mohammed Khan, uomo dalla mente contorta, non si unì ai Cagiari della Turchia nel 1779 e stabilì la capitale a Teheran.
N 1923, arrivò il persiano Reza Khan divenne primo ministro e cominciò  a guidare il paese nel XX secolo. L'Iran (il nome fu adottato ufficialmente nel 1934) fu di nuovo neutrale durante la seconda guerra mondiale, ma la Gran Bretagna e la Russia vi stabilirono sfere di influenza per tagliare fuori la Germania. Nel 1941, Reza fu costretto all'esilio in Sud Africa e suo figlio, Mohammed Reza, gli succedette.
Nei successivi trent'anni, la resistenza al regime di repressione e di modernizzazione dello scià si rinforzò.
Non era trascorso tanto tempo da quando l'Ayatollah era stato proclamato Imam (guida), che il presidente iracheno Saddam Hussein occupò in modo opportunista un territorio della provincia del Khuzistan. Fu una mossa disastrosa, che coinvolse i due paesi in una terribile guerra in cui morirono centinaia di migliaia di persone fino a quando, nel 1988, fu negoziato un insoddisfacente cessate il fuoco. Dal 1980 al 1988 il Paese è costretto a fronteggiare l'aggressione dell'Iraq di Saddam Hussein. Il dittatore iracheno, pensando che la rivoluzione e le epurazioni dei vertici militari persiani abbiano molto indebolito l'Iran (un tempo "guardiano del Golfo Persico"), approfittando della sensibile ostilità della comunitá internazionale verso il regime khomeinista e della fragiliá del nuovo regime, cerca di strappare il controllo delle provincie meridionali, ricche di petrolio e popolate da etnie arabe.
Il conflitto si protrae per ben otto anni. L'Iran, secondo la sua ottica, ne esce sostanzialmente vincitore, avendo bloccato le intenzioni espansionistiche di Saddam.
Il 4 giugno 1989 l'Ayatollah Khomeini morì, lasciando un'incerta eredità politica. Due mesi più tardi fu eletto presidente Hojjat-ol-Eslam Rafsanjani, che occupò una posizione che in precedenza era stata sostanzialmente formale.
Gli Stati Uniti proclamarono un embargo commerciale contro l'Iran.
Nel febbraio 2001 a Teheran sono scoppiati dei disordini in seguito alla rivolta degli studenti, affiancati da quella parte della popolazione che mal sopporta le rigidità del sistema politico-religioso.
Le elezioni del 20 febbraio 2004 hanno prodotto un Parlamento a maggioranza assoluta.
Le elezioni presidenziali del giugno 2005 hanno segnato la vittoria di Mahmoud Ahmadinejad. Il nuovo presidente ha dichiarato che nel governo eletto dal popolo non ci sarebbe stato spazio per l'estremismo, ma nel complesso, la presidenza di Ahmadinejad è stata abbastanza controversa.
In seguito alle elezioni presidenziali del 13 giugno 2009, che sono state vinte ufficialmente da Ahmadinejad, ma sulla cui regolarità l'opposizione ha espresso forti dubbi, la tensione sociale del paese è notevolmente aumentata.

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