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Giappone


Cultura

 

Il Giappone conserva ancora oggi, nonostante la fortissima occidentalizzazione, non poche pratiche tradizionali.

L’ eredità culturale giapponese si manifesta in numerose pratiche popolari, tra queste ha una forte rilevanza la divinazione, processo fondamentale riguardo le decisioni importanti della vita del cittadino, attraverso la consultazione degli Eki-sha (indovini), del Teso(sorta di chiromanzia) e dell’ astrologia vera e propria.

Un’ altra pratica divinatoria è quella dell’oracolo, o-mikujii, la cui risposta è ottenuta scegliendo un bastoncino di legno recante un numero che corrisponde a determinate immagini simboliche.

Molte feste private provengono dalle antiche pratiche religiose e superstiziose, come ad esempio il Mune Age, festa praticata al momento della posa del colmo del tetto, che consisteva in una riunione intorno al fuoco per la durata della notte.

La superficie di ogni nuova residenza, tradizionalmente, era calcolata in tatami (stuoia ci circa 185 cm), e non superava mai la misura di sette, otto tatami.

La cerimonia per eccellenza rappresentativa del simbolismo giapponese è quella del tè, le cui regole vennero stabilite nello shogunato Sengoku.

Questo rito, detto anche “Cha no Yu” è una delle arti tradizionali Zen più note.

All’ interno dell’abitazione vi è una vera e propria stanza adibita alla cerimonia, nella quale si entra da una porticina bassa che costringe a piegarsi in segno di umiltà.

L’ arredamento è semplice, gli unici elementi decorativi che si possono trovare sono l’Ikebana ( composizione floreale ) e uno scritto in stile Shodo ( particolare arte calligrafica giapponese).

Dopo che gli invitati si sono disposti all’interno della sala in modo precedentemente deciso, appare il teishu, il quale prepara il tè nella tradizionale posizione seiza, ovvero con le punte dei piedi rivolte verso l’esterno.

La particolarità del tè giapponese risiede nel fatto che è una sospensione invece che un infusione, il Matcha ( tè verde polverizzato) viene accuratamente mescolato all’interno della tazza, per questo motivo la bevanda ha un effetto eccitante, e viene tuttora utilizzata dai monaci zen per rimanere svegli durante le pratiche meditative.

Successivamente ogni commensale viene invitato a consumare il “ dolce “ attraverso una formula rituale. Il primo invitato beve con brevi sorsi, e posa la tazza dinanzi a sé, il teishu quindi procede al lavaggio di quest’ ultima ripetendo il processo per tutti gli invitati.

Quando tutti hanno bevuto il tè, il primo ospite chiede il permesso di esaminare gli utensili, in questa fase si commentano i motivi tradizionali riportati sugli oggetti. La cerimonia, infine, si conclude con un inchino in posizione seiza .

 

 

 

L’ altra pratica molto nota è l’ikebana, l’arte di disporre fiori e rami connessa ai simbolismi dell’abitazione, secondo un ordine triangolare in cui i tre fasci componenti devono essere di altezza diseguale, il più alto simboleggia il cielo, il mediano l’uomo, il più basso la terra.

 

Il Giappone è conosciuto come il paese delle “ buone maniere” in cui l’”etiquette” è codificata secondo regole sociali/morali, a volte ritenute severe dalle civiltà occidentali.

Le pratiche del folclore sopravvivono durante le ricorrenze del matrimonio e della nascita, durante la gravidanza del quinto mese, il marito dona alla moglie la yuwata obi (cintura di maternità).

La festa vera e propria avviene 120 giorno dopo il parto dal nome Tabezome (festa del nutrimento)

Passando a manifestazioni più bizzarre, il Niramekko Obisha (20 gennaio) consiste in una gara in cui bisogna fissarsi bevendo sake (bevanda alcolica); vince chi resiste più a lungo senza scoppiare a ridere.

Per la Festa della Fondazione dello Stato vi è lo Yuki Matsuri (Festival di Sapporo): la tradizionale festa della neve è uno degli eventi a livello internazionale più conosciuto e visitato, tanto da considerarlo avvenimento da non perdere per chi si trova in Giappone in questo periodo dell'anno; le enormi sculture di neve e ghiaccio create da artisti non solo giapponesi, solitamente raffigurano edifici e altri soggetti e restando illuminate, di notte sono uno spettacolo unico.

La festa dei morti legata alla religione buddista viene celebrata con L O-bon, in quest’occasione si accendono lanterne che vengono lasciate a galleggiare nei fiumi, nei laghi e in mare per simboleggiare il ritorno dei defunti all'aldilà.

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