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Estonia


Ambiente

 

Ambiente

L'Estonia è un paese piccolo, con una superficie totale di 45.227 km² (incluse 1.521 isole), strategicamente situato tra la Russia, la Scandinavia e l'Europa occidentale.
Ha 31 porti commerciali, fra cui Muuga che è il più profondo del golfo di Finlandia; le foreste coprono circa il 45% del territorio e ne costituiscono la risorsa naturale principale.
Il territorio è per la maggior parte piatto, con alcune zone che si trovano sotto il livello del mare. Il clima è continentale: la temperatura media di Tallinn è – 7,3 in gennaio e +18,9 in luglio.
L'attivismo ambientale ha avuto un ruolo principale tra i movimenti, subito dopo l'indipendenza, in conseguenza del danno ecologico inflitto dal regime sovietico.
Durante l'occupazione sovietica, i piani quinquennali trascuravano l'ambiente, e il danno fu ingigantito dall'inquinamento causato dalle installazioni militari dell'ex-Urss (quelle di Paldiski e di Sillamäe). Tra le zone più inquinate abbiamo i fiumi, nei quali quasi la metà delle acque fognarie veniva gettata, durante il periodo di occupazione sovietica, senza trattamento, ed in alcuni punti dove vi erano gli scarichi di impianti di lavorazioni chimiche.

Aree Protette

L'Estonia ha comunque deciso di mantenere alcune strutture di aree protette, istituite dall'ex - Unione Sovietica, che prevedevano:

un parco nazionale, il parco nazionale Lahemaa (Lahemaa Rahvuspark) nato nel 1971 era il parco nazionale più antico dell'ex-Unione Sovietica,
una riserva della biosfera
una riserva marina
cinque riserve naturali
57 altre aree naturali
Dal 1993 la competenza sulla tutela dell'ambiente è passata al ministero dell'Ambiente estone che da quella data ha provveduto ad istituire altri tre parchi nazionali.
Animali selvatici frequenti sono i cervi, caprioli e volpi. Vi sono pure alci, castori e rare renne.


Il problema dello smaltimento degli inquinanti

Peculiare problema estone è lo smaltimento dei residui della lavorazione dell'argillite petrolifera: il 70% della produzione mondiale di questo minerale si scava in Estonia ed il 65% delle esigenze energetiche del Paese sono soddisfatte da esso. Il problema nasce dal fatto che l'argillite petrolifera, sia nella fase di escavazione e raffinazione ed ancor più nell'utilizzo come combustibile, dà luogo ad elevate emissioni inquinanti.


Il programma per la protezione del Mar Baltico

Per combattere i danni all'ambiente, è stato istituito un ambizioso programma per la protezione del Mar Baltico, per tutelare in modo efficace non solo il mare ma anche i fiumi che vi si riversano.
Il programma è finanziato dall'UE. Con fondi Phare e dalla Banca Mondiale alcuni piccoli progetti sono stati realizzati e hanno contribuito a ridurre i danni e a ripulire alcune aree danneggiate, ma molto è ancora da fare. Il paese è uno tra i firmatari del Protocollo di Kyoto.

 

Potete trovare  le  informazioni   aggiornate sugli obblighi sanitari e sulla documentazione  necessaria  per l'espatrio   sul seguente sito : www.viaggiaresicuri.it

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