Svalbard
Le Svalbard furono conosciute dai navigatori europei a partire dalla fine del XVI secolo. Nel 1596 l’esploratore olandese Willem Barents raggiunse l’arcipelago e gli diede il nome di Spitsbergen, “montagne appuntite”.
Nel XVII secolo le isole divennero un importante centro per la caccia alla balena e furono frequentate da navigatori e commercianti provenienti soprattutto da Olanda, Inghilterra, Danimarca e Norvegia.
Tra il XIX e l’inizio del XX secolo crebbe l’interesse per le risorse minerarie dell’arcipelago, in particolare il carbone. In questo periodo nacquero diversi insediamenti, tra cui Longyearbyen, fondata nel 1906 e destinata a diventare il principale centro abitato delle Svalbard.
Per lungo tempo l’arcipelago non appartenne formalmente ad alcuno Stato. La situazione cambiò con il Trattato delle Svalbard, firmato a Parigi il 9 febbraio 1920, che riconobbe la sovranità della Norvegia sull’arcipelago. Il trattato entrò in vigore il 14 agosto 1925 e da quel momento le Svalbard entrarono ufficialmente a far parte del Regno di Norvegia.
Il trattato riconosce ai cittadini e alle imprese dei Paesi firmatari pari possibilità di svolgere determinate attività economiche e stabilisce alcune particolari condizioni per l’amministrazione del territorio.
Nel corso del Novecento l’attività mineraria rimase uno degli elementi principali dell’economia locale, affiancata progressivamente dalla ricerca scientifica e dalle attività legate all’esplorazione dell’Artico.
Negli ultimi decenni Longyearbyen si è trasformata in un importante centro internazionale per la ricerca polare, il turismo e lo studio dei cambiamenti climatici.
Oggi le Svalbard costituiscono una parte del Regno di Norvegia con uno status particolare regolato dal Trattato del 1920, che continua a rappresentare il fondamento giuridico internazionale dell’arcipelago.








