Algeria
Il territorio dell’attuale Algeria fu abitato fin dall’antichità da popolazioni berbere, che svilupparono importanti regni e mantennero rapporti con Fenici, Cartaginesi e Romani.
A partire dal II secolo a.C. gran parte della regione entrò nell’orbita dell’Impero Romano. Dopo la sua caduta, il territorio passò sotto il controllo di Vandali e Bizantini.
Nel VII secolo iniziò la conquista araba, che favorì la diffusione dell’Islam e della lingua araba. Nei secoli successivi si alternarono diverse dinastie berbere e arabe.
Nel XVI secolo l’Algeria entrò nell’area d’influenza dell’Impero Ottomano, mantenendo una larga autonomia attraverso la Reggenza di Algeri.
Nel 1830 iniziò la conquista francese e, nel corso del XIX secolo, l’Algeria venne progressivamente integrata nel sistema coloniale della Francia.
Nel Novecento crebbe il movimento nazionalista e, dopo un lungo processo di decolonizzazione, il 5 luglio 1962 l’Algeria ottenne ufficialmente l’indipendenza dalla Francia.
Ahmed Ben Bella divenne il primo presidente della Repubblica Algerina, seguito nel 1965 da Houari Boumédiène, che avviò una politica di forte controllo statale dell’economia e di valorizzazione delle risorse energetiche.
Dalla fine degli anni Ottanta il Paese intraprese un processo di apertura politica e di introduzione del multipartitismo, attraversando negli anni successivi una fase complessa di trasformazione istituzionale.
Nel 1999 Abdelaziz Bouteflika venne eletto presidente e rimase alla guida del Paese fino al 2019, quando una vasta mobilitazione popolare portò alle sue dimissioni.
Nel dicembre 2019 Abdelmadjid Tebboune venne eletto presidente. Negli ultimi anni l’Algeria ha proseguito il proprio percorso di riforme, mantenendo un ruolo importante nel Mediterraneo, nel Nord Africa e nel mondo arabo.








