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Il Qatar, terra di storia e di cultura.

Una meta che colpisce al cuore il viaggiatore e che sa farsi scoprire poco a poco; una terra dall’anima antica, e dalla cultura millenaria, dove gli insegnamenti del passato alimentano la visione del futuro.

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Mille emozioni si possono vivere nella capitale Doha, ad esempio passeggiando lungo la splendida Corniche o perdendosi nei vicoli brulicanti di vita, colori e profumi del Souq Waqif. E come rinunciare ad un’esperienza unica come quella di una crociera al tramonto nella baia di Doha a bordo di un dhow tradizionale, la tipica imbarcazione araba in legno, mentre lo skyline si accende di mille luci colorate?

Ma tra le tante peculiarità di questo Paese, ciò che colpisce maggiormente di questa meta è il suo spirito progressista, che anima una visione di futuro che qui si respira a ogni passo, una terra che sa regalare illuminazione, positività e ispirazione grazie al calore della sua anima autentica e proiettata verso il futuro. Proprio questa visione di futuro ha permesso al Principe Sheikh Hassan di comprendere il ruolo fondamentale di collante che riveste la cultura per una società giovane. Tra il 1984 – 1994 il Principe ha avviato per primo una ricchissima collezione privata di arte moderna araba scegliendo poi di condividerla negli anni con il suo popolo. Oggi la collezione conta più di 9000 opere e appartiene a Mathaf, in comproprietà con Qatar Foundation e Qatar Museums. Negli anni l’amore per l’arte e tutte le sue manifestazioni non si è mai arrestato, anzi è cresciuto, grazie anche a figure di spicco come quella della sceicca Al Mayassa Bint Hamad Al Thani, sorella dell’attuale emiro, universalmente riconosciuta come una dei più grandi mecenati al mondo e tra i più preparati esperti di arte contemporanea.

Scopriamo insieme alcuni dei musei e delle installazioni che negli ultimi anni hanno arricchito il panorama culturale del Paese.

Museo d'Arte Islamica - Mia 
Il Museo d'Arte Islamica del Qatar è un luogo eccezionale in cui la tradizione incontra la modernità, un vero e proprio viaggio attraverso la cultura islamica lungo 1400 anni. Questa iconica struttura calcarea, progettata dall’architetto vincitore del premio Pritzker, I.M. Pei, noto soprattutto per aver disegnato la piramide in vetro del piazzale del Louvre di Parigi, si trova su un’isola artificiale adiacente al lungomare centrale di Doha ed è circondato dagli enormi spazi verdi del MIA Park.  L'edificio accoglie un'inestimabile collezione di opere d'arte e manufatti islamici che provengono da tre diversi continenti e  mette in risalto il collegamento tra arte e Islam, pur senza concentrarsi su articoli religiosi. Le storie originali di tutte le opere, compongono un racconto coinvolgente sull'evoluzione del Qatar nel corso dei secoli. Il museo include anche una libreria che ospita oltre 15.000 manoscritti rari e testi di ogni parte del mondo, incluso un Corano risalente al VII secolo. Il museo organizza inoltre diverse attività culturali nel corso dell’anno, tra cui esibizioni della Qatar Philharmonic Orchestra, proiezioni di film e lezioni di arte e calligrafia per la comunità. 

Museo Nazionale del Qatar
Una suggestiva architettura, che rappresenta un’immensa rosa dei venti di 40.000 mq, nata dalla mente geniale e rivoluzionaria dell’archistar Jean Nouvel. Situato lungo la Corniche di Doha, il nuovo Museo Nazionale del Qatar è la sede prestigiosa per gallerie permanenti, esposizioni temporanee, un auditorium di 220 posti a sedere, aule studio, negozi e caffè. Un luogo ricco di fascino e prestigio che rende fruibile al pubblico mondiale il patrimonio culturale del Qatar. Il museo racconta la storia unica del Qatar suddividendola in 3 parti: gli albori, la vita in Qatar e la storia moderna del Paese. Qui è custodito anche il Pearl Carpet di Baroda, tappeto eccezionalmente prezioso realizzato con oltre un milione e mezzo di perle, zaffiri e diamanti. Il Museo si trova inoltre inserito in un lussureggiante parco ricco di piante autoctone.

Qatar e l’ arte diffusa
L’idea di fondo è che l’arte non debba essere a beneficio di pochi, ma che la bellezza sia un elemento positivo per la società intera e che debba portare benessere e progresso diffuso. Da qui l’importanza che le opere siano collocate in luoghi pubblici dove possano catturare lo sguardo, ma soprattutto interagire con il maggior numero possibile di cittadini e viaggiatori. E quale palco migliore per delle installazioni imponenti e originali se non un aeroporto internazionale?
A Doha nel 2014 è stato inaugurato l’ Aeroporto Internazionale Hamad, HUB della compagnia aerea Qatar Airways, vero snodo cruciale per raggiungere le destinazioni più Orientali, che collega il paese con oltre 100 destinazioni. Tra le tante installazioni presenti nello scalo di Hamad, sculture dell’artista olandese Tom Claassen, dell’americano Tom Otterness e poi opere di Maurizio Cattelan, Marc Quinn, Damien Hirst, Keith Haring, Adel Abdessemed, Dia Azzawi e molti altri.
Tra le numerose opere presenti all’aeroporto di Hamad, sicuramente una delle più amate è il famoso Lamp Bear dell’artista svizzero Urs Fischer: un enorme orso giallo in bronzo con una lampada in testa. L’installazione accoglie i viaggiatori facendogli fare un altro viaggio, quello nel tempo, riportandoli all’infanzia, il luogo dove tutti, almeno una volta nella vita, desiderano tornare. I visitatori di passaggio dall’aeroporto aeroporto internazionale di Hamad, non potranno che essere catturati dall’installazione di KAWS, artista pop e designer americano. L’opera raffigura un topo gigante, battezzato Small Lie (Piccola Bugia), realizzato completamente in legno africano,  di 10 metri di altezza e con una struttura molto simile a un Pinocchio.

Qatar e l’arte inserita nella natura
 Ma il Qatar è divenuto anche nei decenni un vero e proprio museo a cielo aperto, con le installazioni di arte contemporanea a firma di Damien Hirst, Richard Serra e altri celebri artisti, che impreziosiscono qui e là la città, ma anche il deserto. 
A Zekreet troviamo infatti la visionaria opera "East-West West-East" di Richard Serra, genio del minimalismo americano.  L’installazione spicca come fosse un miraggio nella riserva naturale di Brouq (sita a circa 60 km da Doha). Sono tante le sensazioni suscitate alla vista da questa meraviglia che fa sentire piccoli in confronto all’immensità del contesto. L’opera, che si estende infatti per oltre un chilometro, è costituita da quattro lamiere d’acciaio alte circa quindici metri ciascuna e rappresenta un punto di riferimento visivo in uno scenario decisamente dispersivo. Il suo obiettivo è scandire il tempo e lo spazio nel deserto, dove normalmente si dilatano all’infinito e il titolo ha un doppio significato: uno materiale, poiché le lastre sono in posizione lungo l’asse orizzontale est/ovest, e uno simbolico, perché testimonia la presenza di un’opera d’arte occidentale in uno scenario orientale.

 

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