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NUOVE ISPIRAZIONI DALL'ALTRA GERUSALEMME.

I nuovi quartieri nati dal suo cuore antico, i musei all’avanguardia, la scena gourmet e gli eventi all’insegna di arte e design.

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C'è una Gerusalemme struggente il cui fascino millenario è senza tempo.
Il viaggiatore ne rimane ammaliato camminando tra le vie tentacolari della Città Vecchia, scrigno del prezioso patrimonio culturale delle grandi comunità che la abitano. Il suo profilo inconfondibile è struggente alla vista dal Monte degli Ulivi, specialmente quando la luce del giorno si spegne e le case sembrano accendersi come le stelle nel cielo.

La magia continua tornando verso i nuovi quartieri oltre le mura dove mescolarsi alla brulicante vita locale.
Al mercato di Mahane Yehuda quando si abbassano le saracinesche dei banchi e delle botteghe, ecco materializzarsi coloratissime opere di street art come ci si trovasse in una spettacolare galleria a cielo aperto che celebra l'estro di artisti come Solomon Souza e Berel Hahn. È il momento per uscire a bere qualcosa o a provare il delizioso street food dei locali che aprono sotto la galleria coperta e nelle strade tutte intorno fino al primo tratto di Jaffa Road, soprattutto di giovedì sera prima dei festeggiamenti dello Shabbat.
Anche gli hotel sono location esclusive della nightlife di Gerusalemme. Raffinate le atmosfere al Villa Brown e all'American Colony, mentre i rooftop del Mamilla e del David Citadel Hotel sono la scelta ideale per chi cerca una vista panoramica mozzafiato sorseggiando un drink.

La tendenza alla contaminazione e alla polifunzionalità degli spazi urbani vede nella First Station uno dei suoi esempi più riusciti e frequentati. L'edificio di pietra calcarea, in stile ottomano risalente al XIX secolo, che collegava la capitale israeliana con Jaffa è oggi una delle migliori esperienze gastronomiche che si possono fare in città. All'interno dei suoi locali oggi sorgono ristoranti gourmet per tutti i gusti, piccoli bar per una pausa veloce e addirittura dove acquistare frutta, verdura, cibi preparati sul momento che possono essere assaggiati in loco, oppure portati via. Tentazione raffinata qui è sicuramente il ristorante Adom.

Tra le nuove accezioni di scoperta che il viaggiatore riconosce alla città c'è soprattutto l'arte. Il Museo d'Israele è uno dei più prestigiosi del paese: al suo interno mostre temporanee e collezioni permanenti raccontano il tratto distintivo di un paese fondato sull'interculturalità che nel corso dei millenni ha influenzato trasversalmente tanto l'archeologia quanto tutti gli ambiti della creatività. L'area espositiva di oltre sessantamila metri quadrati, sorge in cima a una collina a Givat Ram; dopo importanti lavori di ristrutturazione ha comunque mantenuto la struttura progettuale esterna in stile modernista firmata dall'architetto Alfred Mansfeld, ebreo russo Askenazita, che aveva studiato a Berlino e Parigi ed era emigrato in Palestina nel 1935. Particolarmente iconica la cupola bianca, immersa nelle acque di una fontana che ne bagna costantemente la sommità, studiata per conservare i delicati Rotoli del Mar Morto, i testi biblici più antichi mai rinvenuti finora. Tutto intorno un piacevole giardino custode di preziosi pezzi di arte contemporanea: il "mondo rovesciato" di Anish Kapoor è una di quelle più instagrammate!

Tra gli spazi dedicati alla cultura più frequentati in città c'è la Casa degli Artisti, sede per dibattiti, vernissage e mostre di artisti locali e internazionali. Ancora più spinto verso l'impegno sociale è la Fondazione Al Ma'mal, ex fabbrica di piastrelle nel quartiere cristiano. Il suo manifesto si basa sulla promozione, l'incoraggiamento e la diffusione dell'arte soprattutto attraverso laboratori educativi e workshop. Un mini appartamento adibito a residenza/studio per artisti nazionali ed internazionali, rafforza le relazioni del grande network che ruota intorno all'organizzazione, per favorire uno scambio di idee nell'ottica per cui «Quando educhi le persone all'arte, possono usarla per esprimere se stesse ed è una via di comunicazione. Se la lingua è una barriera, l'arte riesce, invece, a comunicare messaggi in un altro modo».

La Ticho House è uno dei must to be per gli appassionati di design, grazie alle moderne infrastrutture tecnologiche che hanno saputo integrarsi e valorizzare un edificio con più di centocinquant'anni di storia al cui interno sono conservati disegni preparatori, tele e modelli dal XV esimo secolo ai giorni nostri, con opere di Parmigianino, Delacroix, Kandinsky, Chagall.

Edifici in grado di distinguersi in termine di stile e riqualificazione funzionale sono quelli protagonisti di Open House Jerusalem, manifestazione che a ottobre permette eccezionalmente di ammirarli insieme a case private, edifici pubblici e monumenti storici normalmente chiusi al grande pubblico. A dicembre all'interno della "fabbrica d'arte" e spazio di co-working HaMiffal, sede dell'omonimo collettivo, si tiene ArtBnB un progetto di residenza artistica internazionale che per otto giorni trasformerà lo spazio in un ostello internazionale dell'arte e del design.

Questi appuntamenti sembrano confermare la crescente importanza della cultura come una delle nuove vie per cogliere le mille anime della città, sia per il ruolo di importante risorsa economica sia come stimolo ad uno sviluppo creativo della collettività che abbatta incomprensioni e differenze.

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