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SRI LANKA, UN VIAGGIO AL PROFUMO DI SPEZIE TRA SPIRITUALITÀ E NATURA.

Continuare a sostenere con il turismo la meta rivelazione 2019 per Lonely Planet.

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"L’isola più bella del mondo", così definì Marco Polo lo Sri Lanka nel Medioevo. E tale è rimasta: un vero e proprio paradiso terrestre racchiuso in quello che è lo scrigno perfetto di un rigoglioso giardino tutto da scoprire.

Circondata dall’Oceano Indiano, a sud-est dell’India, è ricca di siti archeologici, templi sacri, città antiche, parchi naturali e lunghe spiagge paradisiache orlate di palme. Una meta ideale per organizzare un viaggio all’insegna di ecoturismo, cultura e vita da spiaggia, accolti da una popolazione cordiale e ospitale.

Dopo i tragici eventi di aprile, i cingalesi vogliono ritornare alla normalità senza dimenticare. La revoca dello sconsiglio da parte della Farnesina rappresenta, mai come in questo momento, un forte segnale a sostegno di uno dei settori che più ha contribuito negli ultimi anni alla ripresa economica del paese: il turismo.
Le autorità hanno lavorato ininterrottamente alla locale messa in sicurezza per vigilare in modo che non si ripetano ulteriori incidenti, installando nuove tecnologie presso i principali luoghi di interesse turistico e i grandi alberghi. Forte anche il legame di solidarietà che negli ultimi mesi ha unito trasversalmente buddisti, cristiani, musulmani e indù contro il terrorismo.

In aiuto a una destinazione in grado di competere con le mete turistiche più conosciute e apprezzate dell'area asiatica, sono soprattutto le innumerevoli attrattive, non scalfite dalle violenze e capaci di soddisfare gli interessi di ogni tipologia di viaggiatore e di cui si contano otto siti patrimonio dell’Unesco, dodici parchi nazionali e cinquantadue aree protette.

Ecco una selezione dei must da non perdere in una paese che merita di essere ancora visitato, soprattutto alla luce di sterili atti di terrorismo che rischiano di minarne la stabilità faticosamente guadagnata negli ultimi anni.

IL FASCINO SENZA TEMPO DELLA STORIA

Il cuore centrale dello Sri Lanka pulsa delle vestigia lasciate nei secoli dalle antiche civiltà che hanno contribuito alla creazione di quello che oggi è identificato come il suo "Triangolo culturale", l’area dove sorsero le diverse capitali delle dinastie regnanti cingalesi.
Al suo vertice spicca la monolitica Sigiriya, la "Rocca del Leone", una fortezza naturale di roccia risalente al V secolo d.C. edificata per volere del re Kasyapa, che domina la vasta pianura circostante ad oltre quattrocento metri di altezza. Considerata da alcuni l'ottava meraviglia del mondo, vale tutti gli oltre mille scalini per arrivare fino in cima. Durante la salita si incontrano grotte affrescate, mentre ai suoi piedi è possibile ammirare l’imponente accesso costituito dalla "Porta dei Leoni", adornata da un paio di enormi zampe feline.
Al centro della geometria storica ecco, invece, Anuradhapura, prima capitale dello Sri Lanka simbolo del potere cingalese, che si estende per un’area di circa quaranta chilometri oggi Patrimonio UNESCO. Qui storia, leggenda e misticismo si mescolano senza soluzione di continuità ammirando l'abbagliante Jetavanarama Dagoba, tempio che ospitava più di 1000 monaci e in cui, oltre alla clavicola di Buddha, si trova l’albero di Bodhi, trapiantato circa 2200 anni fa dal germoglio della pianta sotto cui Siddharta raggiunse l'illuminazione. Qui il viaggiatore non potrà che rimanere piacevolmente colpito dal perfetto stato di conservazione di tutte le vestigia che comprendono anche i pokuna, vasche di acqua potabile all’interno di piacevoli giardini.
Ultima tappa in questo percorso tra archeologia e spiritualità è Dambulla con le sue mistiche grotte custodi di preziose statue e pitture risalenti al II secolo a.C., raffiguranti importanti episodi della vita di Buddha. lI più grande e meglio conservato complesso di templi rupestri dello Sri Lanka fu costruito per volere del re Valagamba di Anuradhapura in segno di ringraziamento per essere riuscito a mantenere il suo regno dopo essersi rifugiato qui per quattordici anni. L’area sacra fu ulteriormente abbellita e impreziosita nel corso dei secoli, soprattutto tra Seicento e Settecento, durante il regno della città di Kandy.

IL RICHIAMO DELLA NATURA

La leggendaria biodiversità tropicale dell’isola è stata preservata grazie all’istituzione di stupendi Parchi Nazionali che occupano più del 13% della ridotta superficie dello Sri Lanka. Fu il Re Devanampiya Tissa a istituire nel 247 a.C. la prima oasi di fauna e flora selvatica del mondo ispirandosi al sacro precetto buddista per cui non bisognerebbe danneggiare alcuna forma di vita.
Se quello di Minneriya è famoso per i numerosi esemplari di elefanti selvatici, il Parco di Yala è il posto giusto per ammirare da vicino il leopardo asiatico. L'area protetta, che copre una superficie di 130mila ettari, regala panorami mozzafiato con un’incantevole alternanza di boscaglie e laghi, alture rocciose e zone palustri. Tra le altre specie ospitate nel parco cervi, bufali, cinghiali, scimmie, porcospini, sciacalli e numerosi uccelli migratori.

Il Bundala National Park, dichiarato dall'UNESCO Riserva dell'Uomo e della Biosfera è il paradiso di tutti gli appassionati di birdwatching grazie alle 197 specie di uccelli che hanno fatto delle sue terre paludose il loro habitat ideale.
Anche la Sinharaja Forest Reserve è Patrimonio UNESCO e la sua visita, da fare rigorosamente a piedi, offre l'opportunità di ammirare una foresta pluviale in parte ancora incontaminata, con alberi che raggiungono i 50 metri di altezza e rare piante e spezie selvatiche.

RITROVARE IL PROPRIO BENESSERE FISICO, PSICHICO E SPIRITUALE

La nobile arte dell’Ayurveda, giunta nel paese dall’India circa 2500 anni fa, è ormai parte integrante della cultura singalese.
Un approccio medico antico e complesso basato sull’equilibrio del corpo, sull’energia e sui rimedi olistici e naturali, comprendente aspetti di prevenzione, oltre che di cura, che permettono, se applicati rigorosamente, di migliorare la propria salute e vivere più a lungo.
La stessa parola "Ayurveda", formata dai termini sanscriti "ayur", durata della vita o longevità, e "veda", conoscenza, significa proprio "conoscenza della vita o scienza del vivere".
Il suo scopo è quello di aiutare le persone malate a curarsi e le persone sane a mantenere il proprio benessere, prevenendo le malattie. L'Ayurveda prevede la propria terapia attraverso azioni differenti, come trattamenti da eseguire con oli medicati o polveri d'erbe, sostanze erboristiche naturali da assumere sotto forma di pastiglie o tisane secondo prescrizione, consigli alimentari corretti, esercizi di yoga, meditazione e respirazione profonda. Tutto è volto a riequilibrare o rafforzare i "dosha", cioè le tre energie vitali che pervadono il nostro corpo in proporzioni diverse e che determinano, tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio, la condizione di benessere o malattia dell'individuo. In Sri Lanka si può contare su tantissimi centri specializzati dove combinare al piacere di una vacanza i benefici di pratiche antiche frutto di una conoscenza millenaria.

IL RELAX AL MARE

Oltre ai centri ayurvedici, l’isola di smeraldo mette a disposizione più di 1300 chilometri di spiagge idilliache in cui rigenerarsi.
Sia che scegliate la costa occidentale che quella orientale, non resterete delusi: le spiagge sono diverse ma altrettanto belle!
La costa sud occidentale, compresa tra Colombo e il Parco Nazionale di Yala è costellata di villaggi tradizionali e località balneari con spiagge di sabbia dorata bordata di palme. Il periodo ottimale per una vacanza in questa parte dell’isola, facilmente raggiungibile da Colombo, va da novembre ad aprile.
La costa orientale, compresa tra Trincomalee e Passikudah, è caratterizzata da spiagge bianchissime e inesplorate, quasi prive di vegetazione, che si estendono per chilometri e chilometri, con acqua cristallina e dai colori sorprendenti.
Un’atmosfera paradisiaca lontana da tutto e da tutti, perfetta per gli amanti del mare allo stato puro, nei mesi da marzo ad ottobre.

LE PIANTAGIONI DI TÈ DELLA HILL COUNTRY

L’entroterra dell’isola cambia completamente rispetto alla costa e catapulta il viaggiatore in un alternarsi di colline, piantagioni di tè e cascate.
A metà del diciannovesimo secolo i coloni inglesi scoprirono come l’intera area presentasse le condizioni ideali in termini di altitudine e terreno per la coltivazione di quello che per anni è stato considerato l’"oro verde" per l’economia del paese.
Immersa in questo scenario lussureggiante, sfiorando i duemila metri di altitudine, Nuwara Eliya si è guadagnata l’appellativo di "Piccola Inghilterra" dello Sri Lanka. Era in questa località, famosa per la coltivazione del Ceylon Tea, che i britannici venivano per sfuggire al caldo dando vita a una località montana con architetture in stile elisabettiano, georgiano e vittoriano, campi da golf e persino un ippodromo!
Numerosi gli indirizzi in cui gustare una buona tazza di tè delle cinque in un’atmosfera sospesa nel tempo e accompagnata da sandwich, torte e scones.
Gusti sintesi di quel mix di culture in un’isola al centro delle antiche rotte commerciali che oggi si è guadagnata un’esotica popolarità gastronomica unendovi sapientemente spezie e curry cremosi.

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