LA GRANDE MIGRAZIONE

Un incredibile spettacolo della natura, che puntuale si ripete ogni anno, tra Tanzania e Kenya

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Ogni anno circa 1.400.000 gnu, 360.000 gazzelle di Thomson, 190.000 zebre e 12.000 taurotraghi si spostano circolarmente fra Ngorongoro, Serengeti e Masai Mara compiendo una marcia di quasi 1.000 km. Parliamo di circa 2 milioni di erbivori che, prediligendo le fresche e basse erbe, si muovono alla ricerca dei verdi pascoli. Quello che stupisce è che "migrazione" è un termine al singolare ma sarebbe bene parlare di migrazioni e flussi migratori al plurale. In effetti non parliamo di una singola mandria ma di centinaia di mandrie che si alternano su vasti territori seguendo ondate abbastanza eterogenee. Pertanto non parliamo solo di migrazione di specie diverse ma di numerosi spostamenti confusi riconducibili a macrospostamenti semicircolari da nord a sud...seguendo le precipitazioni, e non solo...

I motivi principali per cui tutti questi animali si spostano per un viaggio cosí lungo e pericoloso sono tre:

1.     La necessitá di trovare nuovi pascoli con erba fresca e nutriente. La fitomassa consumata da quasi 2 milioni di animali (dalle 7 alle 10 tonnellate al giorno) è troppo elevata affinchè un solo pascolo possa soddisfare le esigenze alimentari di branchi cosí numerosi.

2.    La palatabilitá delle erbe dei pascoli dopo le piogge è superiore a qualsiasi altra zona del bioma savana. Nei mesi da dicembre a marzo le diverse specie danno alla luce i loro piccoli andando alla ricerca di praterie con erbe basse che germogliano dal suolo ricco di sali minerali, fondamentali nella dieta delle madri e dei cuccioli attraverso l'allattamento e dopo lo svezzamento.

3.    Soprattutto zebre e gnu necessitano di bere quotidianamente cercano quindi l´acqua lungo i fiumi (Grumeti, Balangeti, Mara e Sand, ecc.) e nelle numerose pozze d´acqua create dalle abbondanti piogge.


Se le motivazioni per cui la grande migrazione esiste sono sufficientemente facili da ipotizzare e lo stimolo della fame e della sete comprensibile a tutti (gli gnu percepiscono il rumore dei tuoni e l´arrivo delle piogge a 50 km di distanza...) definire quando sia iniziata è ben piú complesso, anche se la grande migrazione potrebbe essere un fenomeno naturale relativamente recente, probabilmente databile fra gli anni ´20 e gli anni ´50 del secolo scorso. Cosa è cambiato quindi nel comportamento degli animali che, in un certo momento, hanno deciso di migrare? La risposta, anche se solo un´ipotesi, è da ricercare nell´incidenza demografica delle mandrie delle diverse specie che si sono trovate, ad un certo punto, a doversi spostare per cercare pascoli piú freschi. Probabilmente le epidemie di malattie bovine della metá del 1800 hanno modificato il numero di mandrie che, essendo in meno, avevano abbastanza pascoli per alimentarsi senza doversi spostare. L´aumento demografico successivo ha portato alla necessitá di cercare pascoli piú fertili e, pertanto, di spostarsi: la migrazione è ricominciata. I pascoli sono alimentati dalle piogge e le piogge, lo sappiamo bene, non hanno cicli precisi, pertanto anche la migrazione non ha un ciclo temporalmente definibile e prevedibile. Inoltre è bene ricordare che un tempo il Masai Mara non si chiamava cosí, bensí Oseru, ovvero foresta!

Il termine Serengeti, invece, significa pianura...ovvero l´esatto opposto.Questi due paradisi naturali sono attigui, praticamente uno il proseguimento dell´altro, fanno parte dello stesso ecosistema: il Serengeti-Mara. Questo ecosistema, supportato dalle conservancies adiacenti e dalla Ngorongoro Conservation Area copre un territorio che supera le dimensioni del Piemonte, grande quanto il Rwanda: oltre 22.000 km2. Questo forse è uno degli elementi piú importanti da sondare per comprendere la migrazione. Al di lá del movimento circolare o semi circolare, la migrazione parte dal sud del Serengeti nei mesi di febbraio e marzo, dove i verdi suoli sono alimentati dalle acque del lago Ndutu, con le nascite dei piccoli, per poi procedere verso nord, arrivando al suo culmine nei mesi di settembre ed ottobre, quando le mandrie invertono la marcia, lasciano il Masai Mara per rientrare verso le pianure centrali del Seregneti. Infine riapprodando a sud del parco tanzaniano verso il mese di dicembre. Pertanto non sono solo le precipitazioni a definire l´andamento della migrazione ma anche le diverse caratteristiche orografiche (superficiali e del substrato) e geologiche ad incidere sugli spostamenti. Dal lago Ndutu, alimentato da correnti sotterranee, gli animali si spostano verso nord poco prima delle piogge, ovvero del periodo in cui il suolo dell´area a sud diventi una vera e propria trappola per gli zoccoli di adulti e piccoli...ritornano a sud nel periodo delle piccole piogge, ovvero quando l´erba fresca è ideale ad arricchire il latte per l´allattamento dei piccoli.
E´ beninteso che l'arrivo delle piogge, cosí come l´entitá delle stesse, varia ogni anno. Di conseguenza è difficile definire la collocazione precisa e le date esatte degli spostamenti delle mandrie. Nonostante questo possiamo definire una mappatura temporale della grande migrazione. Questa mappatura serve per comprendere non solo il movimento delle mandrie ma anche le diverse caratteristiche dei territori esplorati dai quadrupedi erbivori e le interazioni prede-predatori.


DA GENNAIO A FEBBRAIO

Regione: Ngorongoro / Serengeti Sud
Meteo: piccole piogge con giornate calde
Paesaggio: vegetazione mediamente ricca

Ipotizzando che la migrazione abbia un inizio possiamo dire che questi due mesi rappresentino la fase di pausa prima della partenza. Qui le madri mettono al mondo i propri cuccioli, cercano di alimentarli al meglio sfruttando i nutrienti presenti nei germogli delle erbe fresche nate dopo le piccole piogge, rese altamente palatabili grazie ai minerali contenuti nei suoli e raccolti dalla bassa vegetazione. Qui i due laghi alcalini di Ndutu e Masek e le circostanti paludi fungono da bacino per la nascita di erbe altamente nutrienti. Un vero spettacolo, anche se cruento,è rappresentato dalla possibilitá di assistere alle battute di caccia durante le nascite, le madri esauste dal parto vedono spesso i propri piccoli uccisi da branchi di iene, leoni ed anche licaoni, uno dei luoghi migliori dove poterli vedere.


DA MARZO AD APRILE

Regione: Serengeti Sud / Serengeti centrale
Meteo: piogge abbondanti con giornate calde
Paesaggio: vegetazione verdeggiante

I piccoli ormai sono svezzati e l´arrivo delle prime piogge, a fine marzo, fa attivare la grande migrazione. Mandrie sparse e poco compatte iniziano a migrare verso nord occupando grandi territori pianeggianti. Il lago Ndutuviene lasciato dalle mandrie migranti, ma restano comunque ancora molti animali stanziali che non si allontaneranno dal lago. La prima zona interessata dagli spostamenti caotici e non coordinati è quella di Moru Kopjes, qui gli animali si spostano fra le colline brulle arrotondate dall´azione combinata di decadimento meteorico ed erosione. Famiglie di leoni attendono nelle vallate sottostanti per balzare sulle numerose prede, soprattutto sui numerosi piccoli.Proseguendo verso nord si arriva presso l´area di Seronera, una delle migliori tutto l´anno, che diventa il must dell´Africa ad aprile e maggio.Qui i predatori, giá normalmente facili da vedere, entrano in frenesia alimentare: leoni, iene, leopardi e molti ghepardi non si faranno attendere. Le piogge in questo periodo sono molto intense rendendo la natura rigogliosa e vibrante.


DA MAGGIO A GIUGNO

Regione: Serengeti centrale / Western Corridor
Meteo: piogge in diminuzione con giornate calde
Paesaggio: vegetazione verdeggiante

Maggio è l´ultimo mese piovoso, successivamente le precipitazioni abbandonano il territorio e lasciano spazio alla siccitá tipica della savana africana. Dalle pianure centrali della meravigliosa area di Seronera, le mandrie si profileranno in lunghissime colonne tutte dirette verso il famoso Western Corridor. Seronera nel mese di giugno ospita la piú alta concentrazione di predatori dei tutta l´Africa, un tripudio di zanne e artigli pronti per assalire tutte le prede che presto lasceranno la zona. Le mandrie sparse si allineano ai due fiumi creando due colonne sparse: una che segue il fiume Mbalagetied una che segue il fiume Grumeti. L´attraversamento di questi fiumi, soprattutto del Grumetiriver, è uno spettacolo indimenticabile, non secondo agli attraversamenti del Mara. Lungo le sue sponde, magari in attesa del crossing, si potranno scorgere i leopardi sui rami degli alberi ed i rari colobi bianchi.


DA LUGLIO AD AGOSTO

Regione: Western Corridor / Serengeti nord
Meteo: Stagione secca, prime ore del mattino frizzanti.
Paesaggio: vegetazione a boscaglia e pianure aride

La migrazione prosegue uscendo dal territorio del parco per entrare nelle riserve private e concessioni del nord ovest. Una volta uscite dalla Grumeticonservancy proseguono verso l´estremo nord del parco, entrando nella zona denominata NorthernCorridor, mentre una seconda ondata riattraversa la zona di Seronera offrendo, ancora una volta, uno spettacolo incredibile di interazioni fra prede e predatori. Una volta superata, non sempre indenne, la zona di Seronera la seconda mandria procede verso nord nell´area di Lobo. La zona di Lobo, caratterizzata da rilievi e Kopjes, è il luogo ideale dove ammirare bufali ed elefanti, oltre ad una buona presenza di famiglie di leoni residenti. E´ una delle aree meno interessate dal turismo di massa, pertanto il luogo ideale per evitare i grandi assembramenti di macchine sulle piste. In alcuni anni la migrazione ad agosto è giá pronta ad entrare nel Masai Mara, altre volte si deve aspettare settembre.


DA SETTEMBRE AD OTTOBRE

Regione: MASAI MARA
Meteo: Secco
Paesaggio: Vegetato

Di fatto i mesi di settembre ed ottobre sono un tripudio di zoccoli e zanne (dei predatori mammiferi e dei coccodrilli) poichè la grande migrazione si attesta su un territorio molto compresso e con una concentrazione di animali davvero unica. Qui avvengono i famosi rivercrossing, ovvero gli attraversamenti dei tratti di fiume dove le rive agevolano l´entrata in acqua. Di fatto uno degli spettacoli piú cruenti ed al tempo stesso evocativi di tutta l´Africa. Le mandrie si spostano lungo i greti dei fiumi, il clima in questo periodo è particolarmente secco obbligando gli animali a minimi spostamenti. Il fiume Mara ed il Sand fungono da riserve idriche fondamentali, gli avvistamenti si possono effettuare sia dalla Tanzania sia dal Kenya anche se i territori con la concentrazione piú elevata di animali sono proprio quelli kenyoti.


DA NOVEMBRE A DICEMBRE

Regione: SERENGETI NORD / LOBO / SERONERA / SERENGETI SUD
Meteo: Piogge poco intense
Paesaggio: Vegetato

Questo è un periodo dove le piccole piogge riattivano la migrazione. E´ molto difficile prevedere la posizione delle mandrie che, in base alle piogge, si spostano distendendosi di centinaia di km. Possiamo infatti identificare nei due mesi finali dell´anno un movimento piuttosto ampio e sparso che occupa la parte da Lobo a Seronera nel mese di novembre e da Seronera al sud del Serengeti a dicembre. Qui le ultime piogge portano pascoli verdi che, in attesa delle nuove piogge di aprile, saranno supportate dalle acque del lago Ndutu e dei canali circostanti. Migliaia di animali proseguono la loro corsa verso la Ngorongoro Conservation Area rendendo il territorio di transizione fra i due parchi un tripudio di vita ma anche di morte, vista la presenza di gruppi di predatori che si spostano anche di 20 km dal loro territorio per poter cacciare. Qui la migrazione si assesta, in attesa di riprendere il suo lento ma inesorabile cammino.



N.B. nonostante l´interesse suscitato dai grandi movimenti delle mandrie i predatori non seguono la migrazione! I predatori sono infatti fortemente territoriali ed i loro spostamenti fuori dai territori sono limitati. Possiamo infatti asserire che i ghepardi escano dai loro territori per cacciare di 15/20 km, i leoni di massimo 10/12 km mentre i leopardi possono uscire dai loro territori di 5/10 km. Le dinamiche di competizione interspecifiche (fra specie diverse) ed intraspecifiche (fra esemplari della stessa specie) rendono le incursioni fuori dai propri territori una faccenda pericolosa.


La grande migrazione è stata la principale motivazione che ha indotto l´Unesco a dichiarare Serengeti e Ngoronogoro patrimonio dell'umanitá e Riserva Internazionale della Biosfera. È una delle piú importanti aree naturalistiche dell´Africa, meta obbligata dei fotosafari in Tanzania, anche perchè qui si ha la certezza di avvistare leoni (2800 esemplari), leopardi (1000) e ghepardi (500). Nel suo altopiano a 2000 metri di quota con una sterminata savana, circondata da colline e movimentata da formazioni rocciose e boschi di acacie, i grandi felini hanno a disposizione un´infinitá di prede: oltre a zebre e gnu, oltre 400.000 gazzelle di Thompson, dikdik, impala, orici, antilopi d'acqua, facoceri e struzzi. Cacciati anche da iene, licaoni e sciacalli. E dai coccodrilli che popolano i due fiumi che tagliano il parco. Mentre la presenza di elefanti, bufali (75.000) e rinoceronti dá al visitatore la certezza di avvistare in un solo viaggio tutti i big five. Ed è la seconda destinazione della Tanzania - dopo il parco nazionale di Tarangire - per il birdwatching con oltre 200 specie di uccelli, tra cui molti pennuti migratori provenienti da Asia ed Europa e numerosi rapaci, come l´aquila pescatrice. Il Serengeti è l´Africa piú selvaggia, dove si assiste a cruente scene di caccia, la notte ci si addormenta cullati dal ruggito del leone e di giorno i socievoli ghepardi salgono sui cofani delle Land Rover.

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